Impresa certificata SOA | Impresa associata ANCE

(+39) 010-8596335

Contattaci

(focus)Chi può accedere al Conto Termico 3.0

Abbiamo già ampiamente descritto come il Conto Termico 3.0 sia un interessantissimo incentivo pubblico italiano che sostiene interventi finalizzati all’efficienza energetica e alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili su edifici esistenti.

Per poterlo ottenere, è però necessario soddisfare alcun condizioni specifiche riguardo ai soggetti beneficiari, all’immobile, agli interventi e alle spese ammissibili.

Tema articolato che qui vogliamo approfondire con un focus sulle categorie catastali ammesse, gli interventi incentivabili e le spese riconosciute sulla base delle normative e delle fonti aggiornate disponibili nel 2026.

Abbiamo provato a fare un articolo il più dettagliato possibile. Ma per ulteriori chiarimenti vi invitiamo a contattare il nostro ufficio tecnico. Anche attraverso il form dedicato che trovate nel menù di questo sito (o cliccando QUI).

Dei “soggetti beneficiari”, che quindi possono richiedere il Conto Termico 3.0, abbiamo già elencato i privati (persone fisiche e condomìni); le imprese e titolari di reddito d’impresa, le PA e enti assimilati; gli Enti del Terzo Settore e strutture non profit; le Comunità energetiche rinnovabili e configurazioni di autoconsumo collettivo secondo le regole del GSE.

Riguardo però ai requisiti dell’immobile o dell’unità immobiliare, per essere ammessi all’incentivo è necessario rispondere ad alcune condizioni che elenchiamo:

  • Edificio esistente iscritto al Catasto Edilizio Urbano alla data di richiesta dell’incentivo;
  • Dotato di impianto di climatizzazione invernale esistente e funzionante alla data di entrata in vigore del decreto (25 dicembre 2025);
  • Titolo di disponibilità giuridica sull’edificio (proprietà, diritto reale o personale di godimento).

Da notare che edifici in costruzione o non dotati di impianto di riscaldamento funzionante non sono ammessi.

Le categorie catastali degli immobili determinano poi l’ambito di applicazione del incentivo, specie nel settore terziario e per gli edifici residenziali. L’ufficio tecnico di SISTEMA RESTAURO ci ha fornito una panoramica delle principali categorie ammesse.

Cat A. Ambito residenziale, e quindi:
A/1 – Abitazioni di tipo signorile;
A/2 – Abitazioni civili;
A/3 – Abitazioni economiche;
A/4 – Abitazioni popolari;
A/5 – Abitazioni ultrapopolari;
A/6 – Abitazioni rurali;
A/7 – Villini;
A/11 – Abitazioni tipiche dei luoghi.

Nota: Anace precisa che in caso di edifici con categorie catastali miste, l’ambito prevalente viene determinato in base ai millesimi di proprietà.

Cat B. Ambito terziario e non residenziale e se l’immobile è esistente e dotato di impianto di climatizzazione:
Categoria A/10 – uffici e studi professionali;
Gruppo B – scuole private, biblioteche, musei, cliniche private, associazioni culturali, ecc.;
Gruppo C – negozi, magazzini, laboratori, con esclusione delle categorie C/6 (stalle, scuderie) e C/7 (tettoie) ;
Gruppo D – capannoni industriali, alberghi, ristoranti, istituti di credito, con esclusione di D/9;
Gruppo E – edifici ad uso speciale, con alcune esclusioni (es. E/2, E/4, E/6), secondo le regole tecniche.

Nota: le categorie elencate consentono ad attività commerciali, produttive e di servizio di accedere all’incentivo solo se l’immobile è esistente e dotato di impianto di climatizzazione.

Le tipologie di intervento incentivabili si suddividono in due principali categorie: gli interventi di efficienza energetica (Titolo II) ed interventi per produzione di energia termica da fonti rinnovabili (Titolo III).

I primi, mirano ad aumentare le prestazioni energetiche dell’edificio o degli impianti esistenti con impianto di riscaldamento funzionante, i secondi includono sistemi che producono calore da fonti rinnovabili.

Per gli interventi di efficienza energetica (Titolo II) sono ammessi:

  • Isolamento termico dell’involucro edilizio (pareti, coperture, pavimenti);
  • Sostituzione di serramenti e infissi con prodotti ad alte prestazioni;
  • Installazione di schermature solari regolabili;
  • Trasformazione dell’edificio in NZEB (Near Zero Energy Building);
  • Relamping (sostituzione di punti luce con sistemi ad alta efficienza);
  • Sistemi di building automation e controllo per la gestione energetica;
  • Colonnine di ricarica per veicoli elettrici e impianti fotovoltaici con accumulo, solo se abbinati alla sostituzione di sistemi di climatizzazione invernale (es. pompa di calore).

Mentre gli nterventi per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili (Titolo III), riguardano

  • Pompe di calore (elettriche o a gas) per riscaldamento e/o produzione di acqua calda sanitaria;
  • Sistemi ibridi e bivalenti;
  • Impianti solari termici (anche in abbinamento a sistemi di solar cooling);
  • Generatori a biomassa ad alta efficienza;
  • Scaldacqua a pompa di calore;
  • Allacciamenti a reti di teleriscaldamento efficienti;
  • Microcogenerazione da fonti rinnovabili.

Rispetto invece alle cosiddette “spese ammissibili”, quindi le e spese riconosciute ai fini dell’incentivo, l’elenco include le seguenti:

  • Fornitura e posa in opera delle apparecchiature e dei materiali;
  • Opere murarie e idrauliche strettamente connesse all’intervento;
  • Smontaggio e dismissione dell’impianto esistente (se previsto);
  • Componenti elettrici e meccanici necessari per l’attuazione degli interventi;
  • Opere accessorie obbligatorie per il corretto funzionamento dell’impianto o dell’involucro.

M a attenzione! Le spese devono essere effettivamente sostenute e documentate con fatture e pagamenti tracciabili; per alcune categorie di interventi sono richieste specifiche dichiarazioni e certificazioni tecniche (ad esempio per pompe di calore o sistemi nZEB).

Insomma, il Conto Termico 3.0 riconosce un contributo in conto termine calcolato in percentuale sulle spese ammesse (fino al 65% delle spese sostenute per i privati e le imprese o addirittura fino al 100% per interventi realizzati su edifici pubblici, secondo i limiti di legge che approfondiremo presto). Ma per beneficiare del Conto Termico 3.0 è fondamentale rispettare requisiti rigidi. La categoria catastale dell’immobile; la tipologia di intervento e le relative condizioni tecniche; la documentazione delle spese sostenute; e la disponibilità dell’immobile e la presenza di un impianto di climatizzazione funzionante.

Per una corretta compilazione della pratica, è sempre consigliabile affidarsi a un tecnico abilitato o a professionisti esperti in pratiche GSE.
L’ufficio tecnico di SISTEMA RESTAURO resta a vostra disposizione. E per ulteriori chiarimenti vi invitiamo a contattarci. Anche attraverso il form dedicato che trovate nel menù di questo sito (o cliccando QUI).

Hai un progetto da sviluppare o un bisogno da risolvere?

Condividilo con i nostri tecnici, che sia per una nuova costruzione, una ristrutturazione o una manutenzione. Il nostro team di esperti ti contatterà entro breve per un supporto gratuito.  

Campo nuovo